Perché essere razzisti è (scientificamente) una solenne idiozia

Immagina di avere in tasca 100 euro in monete da 10 centesimi. Stringi forte una moneta tra le dita per non farla cadere, ma intanto guardi le altre 999 monete mentre scivolano via dalla tasca scucita.
Cosa diresti di una persona che si comporta così? Esatto: che è un po' idiota.
Eppure è la stessa identica cosa che fa il razzismo: si fissa disperatamente su quella piccolissima differenza, ignorando la meravigliosa complessità del DNA che condividiamo tutti. Andiamo a quantificare quella differenza.
Questione di numeri: 99,9% contro 0,1%
La biologia e la genetica hanno dimostrato che il 99,9% del DNA di due persone qualsiasi sulla Terra — scelte completamente a caso — è identico. È la nostra parte "standard", il manuale d'istruzioni per costruire un cuore, i polmoni, il cervello e le ossa e ogni singolo centimetro dell'intero apparato circolatorio compreso arterie, vene e capillari che in un adulto è stimata tra gli 80.000 e i 100.000 chilometri, una misura sufficiente ad avvolgere la Terra più di due volte.
Ciò che ci rende unici, visivamente diversi, fa parte solo di quel rimanente 0,1%. In questo 0,1% che varia da persona a persona c’è l’unicità da rispettare e amare in ognuno di noi.
E sia ben chiaro, quello 0,1% di differenza ti rende totalmente diverso anche all’interno di una stessa razza! Se calcoliamo l'aumento effettivo di somiglianza genetica tra individui della stessa popolazione, la somiglianza percentuale sale da circa il 99,90% al 99,915%. Questo significa che in due della stessa "razza" il DNA è diverso per lo 0,00085, quindi solo lo 0.00015 distingue due individui di razze diverse.
Concludo: c'è più diversità tra due vicini di casa che tra due persone di continenti opposti.
Quindi: due persone della stessa popolazione (o dello stesso gruppo etnico) condividono circa il 99,9% del loro DNA, esattamente come due persone scelte ai lati opposti del pianeta. Tuttavia è proprio su questa infinita minoranza 0.00015% di sfumature e differenze che il razzismo si ostina a focalizzarsi, dimenticando il restante 99,89985% delle uguaglianze.
Uguaglianze 99,9, differenze 0,1 ci potremmo fermare qui.
Ma se il patrimonio genetico non bastasse, a smontare il razzismo ci pensa la pura matematica.
Il paradosso degli antenati (2ⁿ)
Ogni persona ha 2 genitori, 4 nonni, 8 bisnonni, e così via. Verso il passato, la tua genealogia cresce in modo esponenziale (2 alla n) dove “n" è la generazione .
(2n) ossia:
1 generazione fa (n=1): 2¹ = 2 quindi (1 generazione fa: 2 genitori)
2 generazione fa (n=2): 2²= 4 quindi (2 generazione fa: 4 nonni)
3 generazioni fa (n=3): 2³ = 8 (3 generazioni fa: 8 prononni)
10 generazioni fa (n=10): 2¹⁰ = 1.024 antenati
30 generazioni fa (n=30): 2³⁰ = 1.073.741.824 (oltre un miliardo di persone).
Ecco il problema: 30 generazioni fa corrispondono a circa 800-1000 anni fa. Ma mille anni fa sulla Terra vivevano in tutto appena 275 milioni di persone! Com'è possibile che tu da solo avessi un miliardo di antenati?
Le stime sui dati demografici sono tratti da piattaforme di riferimento come Worldometer che sostiene in aggiunta come fosse distribuita la popolazione mondiale, ossia che la popolazione mondiale, 1000 anni fa, era già fortemente concentrata in Asia, con dinamiche simili per proporzioni generali a quelle attuali.
La risposta al problema delle generazioni si chiama "collasso del pedigree": gli alberi genealogici di tutti gli esseri umani si incrociano continuamente. I rami si fondono.
La verità della demografia VS la paura
Negli ultimi 1.000 anni la popolazione mondiale è passata da meno di 300 milioni a oltre 8 miliardi. Ma la concentrazione non è cambiata: l'Asia e l'Africa guidano da sempre la demografia del pianeta. La popolazione globale è esplosa moltiplicandosi soprattutto dove è sempre stata concentrata (in particolare in Africa e in Asia, con India e Cina in testa): la vera radice del razzismo non è la genetica, ma la paura irrazionale di chi, è sempre stato una minoranza, e oggi teme l’estinzione.
Il Rallentamento del tasso di incremento fa paura? Nonostante il numero complessivo continui a salire, da una popolazione che è passata da appena 1,6 miliardi nel 1900 a 6 miliardi nel 2000, fino a toccare gli 8 miliardi a fine 2022 il tasso di crescita annuale in Europa è in costante calo, se proprio vi piace il timore questo è da temere, che il costante calo rispetto al picco registrato tra gli anni '60 e '80 è frutto di valori persi, cultura persa, fiducia persa.
La regola del "Tutto o Niente"
"L'essere umano cammina sulla Terra da circa 2,5 milioni di anni. Eppure, la genetica e la statistica dimostrano che basta risalire indietro di soli 5.000–7.000 anni per far cadere ogni barriera. Rispetto alla nostra storia complessiva, 5.000 anni rappresentano appena lo 0,2% del tempo: un battito di ciglia.
In questo battito di ciglia (0,2% di tempo) vale una regola matematica ferrea:
O la stirpe di un individuo si è estinta…
Oppure, se ha avuto discendenti, oggi è l'antenato diretto di OGNI singolo essere umano sulla Terra.
Chiunque fosse vivo 5.000 anni fa o non è l'antenato di nessuno, oppure è il nonno mio, tuo, del tuo vicino, del cinese, dell'africano e del russo contemporaneo. Senza alcuna eccezione.
Siamo tutti la stessa famiglia.
L'albero genealogico dell'umanità non si allarga all'infinito: andando a ritroso, si fonde in un unico flusso. Siamo letteralmente tutti cugini. E visto che siamo una grande famiglia... beh, per questo potete tranquillamente chiamarmi "Zio"!
Scherzi a parte, quando senti parlare di "razze", ricorda che la scienza ha già risposto: siamo un'unica, straordinaria storia intrecciata.
Oggi, nei paesi sviluppati, assistiamo a un calo della natalità (sotto i 2,1 figli per donna) e a un invecchiamento della popolazione guidato dall'urbanizzazione e dalla mancanza di visione per il futuro. Invecchiamo e perdiamo fiducia. Eppure, con solo lo 0,1% di differenze genetiche tra noi e gli altri, per sopravvivere dobbiamo tornare rapidamente alla fiducia: quella capacità di accettare la nostra vulnerabilità basandoci sull'aspettativa che l'altro possa agire con benevolenza.
La vera paura: l'Aporofobia
Di chi abbiamo davvero paura? Come disse la filosofa spagnola Adela Cortina:
«Quello che dà fastidio degli immigrati e dei rifugiati non è il fatto che siano stranieri, ma che siano poveri.»
Se domani ti bussasse alla porta un ARABO algerino o un libico in limousine, con autista e scorta, di certo non ti darebbe fastidio: gli offriresti un “bel caffè” in casa! Eppure è un africano. Lì vedi come quel misero 0,1% di differenza nel DNA e la provenienza geografica svaniscono in un secondo?
Non abbiamo paura del colore della pelle o di chi è "diverso", ma della povertà. A minacciarci non è l'origine altrui, ma la nostra stessa mancanza di fiducia e la nostra natalità a zero: siamo noi “con la sfiducia” a metterci in pericolo da soli.
Ecco perché essere razzisti non è solo sbagliato, è assolutamente idiota. Si può cambiare: basta riscoprire la fiducia.





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