Saldi chi può, ma a chi servono i SALDI?


I SALDI un tempo erano un acceleratore di consumi oggi per molti una necessità. Una necessità i saldi per i commercianti che si sorreggono su queste impennate di vendite, alleggeriscono le scorte, rinnovano i magazzini, smerciano prodotti fuori target, soddisfano gli obbiettivi periodici di acquisto delle case madri o dei produttori. I saldi sono una necessità anche per i consumatori per acquistare il prodotto di quella marca troppo costosa durante l’anno o quella giacca in più che non serve ma piace, MA QUALE ALTRA NECESSITA’ SODDISFA QUELL'ACQUISTO MARGINALE?.


OCCHIO AL RISPARMIO

Ritenuti grandi occasioni di risparmio e periodi in cui si può e si deve spendere, in realtà proprio durante i periodi di saldi avvengono GLI ACQUISTI più pazzi e sfrenati per cui si rischia addirittura di spendere di più che se non ci fossero gli sconti (CHE E’ IL VERO SCOPO DEL SISTEMA SCONTO), e anche con la convinzione, la determinazione, l'ostentazione di "stare risparmiando". È così che la vede il famoso comportamentista ed economista Robert Meyer, che lavora come ricercatore alla Wharton School dell’University of Pennsilvania.


Ma SE NON SERVONO A RISPARMIARE A COSA SERVONO?

Mio nonno era del 1890 nel suo armadio a 92 anni ha lasciato due cappotti bellissimi, uno grigio molto elegante e uno occhio di pernice bianco e nero, entrambi in perfetto stato; io all'epoca avevo 14 anni, in seguito rividi quei cappotti nelle foto di famiglia delle occasioni importanti. Oggi ho 52 anni e ho buttato già decine di cappotti qualcuno era passato di moda: uno con la spalla troppo marcata, uno troppo lungo, LA MODA…!; qualcuno con il tessuto che non ha fatto una buona riuscita, altri la fodera era incollata eppure erano di ottima marca, LA MARCA…!altri non li mettevo più li avevo presi scontati ma non mi hanno mai convinto, LO SCONTO…!. Ma la domanda principale è: A CHI SERVIVANO QUEI CAPPOTTI? Quale bisogno soddisfaranno oltre a scaldare e comunicare la mia immagine agli altri?


Il sospetto è che quegli acquisti MARGINALI soddisfano più i bisogni di un’economia, più un’occasione sociale di incontro e di confronto, più un surrogato di convivialità che un bisogno preciso. Immagino le battute tra colleghe il lunedì mattina dopo una domenica di SALDI - Dove sei stata ieri..? Mamma mia che fila non puoi capire …. No no figurati c’ero anch'io! Si ho preso questo ... un affare!-


Quelle poche volte che mi sono ritrovato in un centro commerciale di domenica o in un’occasione di SALDI o OFFERTE guardo i consumatori: grigi strisciatoti di carte annoiati consumatori, famiglie legate esclusivamente dalla condivisione del wi-fi gratuito del centro, coppie divise dal negozio di genere, lui fuori che aspetta, lei dentro ad attaccare e staccare stampelle dalle luminosissime, profumatissime, climatizzatissime "striglierie" griffate ; mi domando MA perché STANNO TUTTI QUI?: ma fuori c’è ROMA, c’è il sole, qualche libreria ancora aperta, la partita di volley di serie C della squadra di quartiere, TUTTO GRATIS, ma a chi serve quella felpa in più ? Perchè non si godono le loro CASE, stanno tutti in giro durante la settimana, escono la mattina tornano la sera, non gli piaccio le loro case? non invitano più gli amici la domenica? non hanno attività ludiche da svolgere in casa, non leggono, non ascoltano musica, non cucinano, non rivedono le foto in tv ? Eppure la libreria se la sono caricata sul tetto della macchina e montata a fatica quel giorno che in TV Ikea l'aveva messa a l 50%,- dove li mettiamo tutti questi libri - v'eravate detti; E l'amplificatore surround con le cuffie bluetooth del volantino prese al volo in offerta; Il corso di cucina sottovuoto e le scatole abitane preso con i punti della spesa e 100€di differenza; e quando lo sfrutti il TV col chromecast a €50 che era l'ultimo quel giorno che fortuna! Oh a casa c'hai tutto altro che il negozio dalle "striglierie" luminosissime, profumatissime, climatizzatissime;

ma è di moda l'intimità di casa?

Secondo me gli acquisti marginali erodono le economie domestiche, sottraggono risorse sane alle famiglie, rispondono ai richiami ossessionanti delle pubblicità (sempre di offerte e occasioni imperdibili) sono il fine ultimo delle mode consumistiche, non servono a chi compra più di quanto servono alla filiera di chi vende.

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