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Pietro è in casa


Sono venuto a casa tua per l'ultimo saluto, ma non ti ho potuto lasciare. In casa, tutto era lì per farti conoscere, era già tutto lì a raccontare la tua storia. la tua casa raccontava tuo padre, tua madre, il loro lavoro, gli attrezzi che usavano, i mobili. Li avevi tirati fuori e ordinati, conservati o solo ammucchiati. Oggetti composti da Monica la tua compagna di tanta strada, per fare di una casa la tua, la vostra e dei vostri figli. Ora tutto sembra celebrare un incontro mancato, gli infissi appena messi ancora da regolare, le moto d'epoca da restaurare, lo zainetto col casco della bici che ti aspetta appeso al chiodo del garage . Tutto appeso! Sulle pareti oggetti esposti e riusati con nuove funzioni, alcuni sembrano appena poggiati. Foto e storie di famiglia li per essere scoperte, per legare chi le vede a te, te che sembra non esserci più. Quella casa, quei luoghi, quei gesti semplici e laboriosi che si sono compiuti si dovranno concedere ancora a chi li amerà come li hai amati tu. Sono venuto per un addio ma è staro un bell'incontro. Negli anni scorsi peregrinando in moto, venivo nelle Langhe che amavi per scoprirle con i tuoi occhi; il tuo talento di raccontare attraverso un obbiettivo era una necessità quella di coinvolgere tutti con le tue visioni, le tue emozioni. Sono tornato in moto, ma non era un viaggio, era una corsa per capire prima possibile dov'eri, non puoi essere svanito. Poirino era tutto li e tutti li come se nulla cambiasse, quindi c'eri anche tu? Appena arrivato, ho rivisto di fronte alla chiesa nel crepuscolo i tuoi amici di una vita, distrutti dalla tua morte, i tuoi figli, mia sorella, tutto sospeso, tutti in attesa di capire. Salutiamo gli amici, pochi chilometri ancora per i Bordoni che avevi aperto a Monica per quel rinnovo di qualche mese prima, ho rivisto la mansarda che ti avevo disegnato e che tu avevi fatto realizzare con cura, ho visto le pareti con i colori della nostra amica Francesca e il lavoro di Monica per metterli in opera insieme a te, insieme come tante cose fatte nei vostri ultimi decenni. Ho rivisto la tua casa e ho rivisto te! Ti ho rivisto ciondolare tra credenze e valori, tra radici e ali, tra trasgressioni e regole, tra autorevolezza e autorità paterna. Sembra di rivederti in quella casa. Al tuo saluto, tutti raccontavano un po di te, fuori dal rito, dalla necessità del momento, i tuoi amici come se stessero duplicandoti, si confrontavo, come facevi te, mi chiedono " tu come lo vedevi Piero", Piero, anche nel nome pendolavi tra due verità, per noi e la tua famiglia sei sempre stato Pietro, per i tuoi amici Piero. Pendolavi tra indipendente, libero viaggiatore, artista d'avanguardia, amante sincero, imprenditore e padre affettuoso, figlio devoto, radicato alla sua terra, al lavoro del popolo la ferrovia. Pendolavi tra Roma e Poirino, tra la metropoli Papale e il borgo rurale, tra l'imprenditoria metropolitana e il frutteto di casa. Che ironia, il frutteto di alberi di antica tradizione, il nocciolo; tutto sembra perfettamente coerente e giusto, tutto sembra un po te. In questi giorni ti hanno raccontato, ognuno con la sua visione, tante cornici diverse. Tutti i racconti descrivevano gesti, azioni, cose fatte volute e compiute, tanta concretezza operaia, ma anche viaggi epici, documentari d'aurore, imprese sportive, attività sociali. Fare, fare fare, senza riti solo concretezza, come ogni mattone e ogni zolla dei tuoi Bordoni. Quel fare si è fermato, ma tu amavi la vita e l'amore per la vita è anche questo! Le persone non FINISCONO, non vanno via, tu resterai in ogni cosa che sapremo amare. Tuo figlio Simone mi ha detto risentito "non serve l'ultimo saluto, è giusto invece festeggiare". È vero sarebbe giusto festeggiare, ma ancora un'oscillazione di pendolo, un nuovo e forse l'ultimo tuo dividerti tra credenze e valori, tra la chiesa e le ceneri, è tutto ancora perfetto. Da qualche giorno non aspettiamo più il prossimo incontro, la prossima oscillazione tra i tuoi mondi. Con la mia moto ho pendolato anche io tra Roma e Poirino e tra Poirino e Roma, con le lacrime nel casco pensavo di venire per l'ultimo saluto ma negli ultimi chilometri del ritorno ero certo, non è stato un addio. Da qualche giorno provavo a salutarti ma mi sono ritrovato a scoprirti, nel sagrato della chiesa c'era tanta disperazione tra i tuoi amici, nessuno riusciva a rinunciare a te, ma varcando il cancello dei Bordoni con tua figlia dietro di me in sella, ho subito rinunciato al saluto, ho sentito di ritrovarti lì. Nelle ore a seguire la conferma. In quella porzione di acro non c'era una fine, quanto ancora dovevo conoscere di te! Sapevo quanto amassi difendere i tuoi valori, non sapevo quanto amassi avvolgerti negli oggetti delle tue tradizioni e dei ricordi, ti sapevo incuriosito dalle credenze altrui, è stato bello vedere quanto ti lasciassi abbracciare dalle tue. Ti ho scoperto e non potrò perderti, perché un uomo che ama la vita, i suoi sapori, i suoi luoghi, le relazioni, le tradizioni, le scoperte si ritrova in tutto, come ricordo e visione di sé. Ti ho conosciuto e non ti perderò, sei in ogni mattone e granello della terra che hai amato, sarò vicino ai tuoi figli e a Monica, insieme non potremo perderti. TVB Pietro!

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